There is no such thing as society:
there are individual men and women,
and there are families.
(Margaret Thatcher)

Monday, February 28

Un po' di qui, un po di la'

Finmeccanica l'occidentale, Finmeccanica e l' impero del male

Assurdo, unfuckinbelievable. Da Blog Iran:
"...Disturbing on a number of levels, including the fact that the company Finmeccanica which recently won a contract to build a new version of the presidential helicopter is one of several companies trying to sell similar technology to the Mullahs"- (...L'azienda Finmeccanica che ha recentemente vinto un contratto per costruire la nuova versione dell' elicottero presidenziale di Bush, e' una di quelle compagnie che sta cercando di vendere tecnologie simili ad i Mullahs...)

Il Berlusca non dice niente?

Linea editoriale sui quesiti 1 e 3 del referendum contro la 40: l' embrione e' un essere umano

SCOTT F. GILBERT, Swarthmore College, «La fertilizzazione è il processo mediante il quale due cellule sessuali (i gameti) si fondono insieme per creare un nuovo individuo con un corredo scientifico derivante da entrambi i genitori» ( Developmental Biology, VI ed., 2000, p. 185). KLAUS KALTHOFF, Università del Texas «Gli animali, inclusi gli uomini, iniziano la loro vita come cociti fertilizzati, che si sviluppano in adulti attraverso lo stadio embrionale e giovanile». (Analysis of Biological Development, II ed., 2001, p. 8).
RYUZO YANAGIMACHI: «La fertilizzazione, nei mammiferi, normalmente rappresenta l’inizio della vita di un nuovo organismo individuale» (Mammalian Fertilization, in The Physiology of Reproduction, II ed. 1995, vol. 1, p. 103).
STANLEY SHOSTAK, Università di Pittsburg, «Lo sviluppo lega il passato e il futuro. Mentre gli adulti sono i genitori dell’embrione attraverso la riproduzione, l’embrione è l’inizio dell’adulto attraverso lo sviluppo» (Embryology: an Introduction to Developmental Biology, 1998, p. 4).

Da MPV

Scappare dall' Olanda

Incredibile. Lo sapevo che qui in Olanda le cose si stanno mettendo male, ma non cosi' male! Il proprietario di una agenzia che aiuta Olandesi a lasciare il paese sembra che stia facendo un sacco di soldi visto che lui stesso afferma che negli ultimi tempi (soprattutto dopo l'assassinio di Van Gogh) la lista di gente che vuole emigrare si e' allungata incredibilmente.

Un pezzetto dell' articolo dal New York Times
-..."Leave this stable and prosperous corner of Europe? Leave this land with its generous social benefits and ample salaries, a place of fine schools, museums, sports grounds and bicycle paths, all set in a lively democracy?
The answer, increasingly, is yes. This small nation is a magnet for immigrants, but statistics suggest there is a quickening flight of the white middle class. Dutch people pulling up roots said they felt a general pessimism about their small and crowded country and about the social tensions that had grown along with the waves of newcomers, most of them Muslims."The Dutch are living in a kind of pressure cooker atmosphere," Mr. Hiltemann said...-


Fonte: FrontPage

Il primo ministro Libanese si dimette

La storia si ripete

Attenzione. Prima parte del post spudoratamente copiato ed incollato da 1972

lunedì, febbraio 28, 2005
La banalità del male. Oggi i nazisti islamici hanno macellato più di cento iracheni in coda davanti a un ospedale. Chi li appoggia, li giustifica o non li condanna è come loro. Chi non li combatte è loro complice. Il resto sono chiacchiere vomitevoli.

Leibniz ci segnala un bell' articolo pubblicato sulla versione internazionale dello Spiegel in cui l' autore si domanda:" Non e' che Bush ha ragione?". Nella sua analisi questo Malzahn (l' editorialista) paragona Bush a Regan e ricorda l' astio europeo verso entrambi; "Germany loves to criticize US President George W. Bush's Middle East policies -- just like Germany loved to criticize former President Ronald Reagan. But Reagan, when he demanded that Gorbachev remove the Berlin Wall, turned out to be right. Could history repeat itself?" (La Germania ama criticare il presidente americano GWB e le sue politiche medio-orientali--giusto come la Germania amo' criticare Reagan. Ma reagan, quando insistette con Gorbachev che il muro di berlisno venisse rimosso, poi ebbe ragione. Potrebbe la storia ripetersi?)

Commento: Ebbene si

Nella Bible Belt sarebbero stati piu' sicuri

Una famiglia cristiana fuggita in America dall' Egitto per paura di essere sterminata dagli estremisti islamici non e' riuscita a scappare al suo destino. Trovati in New Jersey e, ovviamente, uccisi!

Considerazione: come si domanda Dhimmi Watch, "Are quiet and hidden Islamist extremist cells coming to life in America?". Anche Daniel Pipes, dopo aver mollato la storia per qualche giorno si preoccupa e fa una simile appunto:"Assuming the information is accurate, it raises a most alarming prospect of the importation of Shari‘a to America". Pero' aggiunge che la storia verra' messa a tacere perche' non politicamente corretta "I suspect, however, that government, media, academy, churches, and others will prefer not to see this horrifying development for what it is".

Come sempre io arrivo in ritardo su queste news. Infatti tutto e' successo a Gennaio. Ma, considerando il fatto che un mese e piu' e' passato e che nei media Americani non se ne parla piu', ho paura che Pipes aveva ragione!

Fonte: Dimmi Watch

Sunday, February 27

Flat Tax. L' est europeo ha una marcia in piu'

Qui in Italia non si riesce proprioa tirare giu' le tasse in modo deciso, in mezza Europa sono invece talmente avanti che in fatto di Tassazione hanno superato gli Stati Uniti. Cé' molta letteratura sulla Flat Tax (non cercate tramite Google perche' e' di sinistra e i primi dieci link che vi mostra ne parlano male), ma ci sono gia' anche molti paesi che l' hanno gia' introdotta e con successo! L' ultima e' la Romania (quarto post verso il basso, il trackback non mi funzionava).

Flat Tax: An income tax having a single rate for all taxpayers regardless of income level and type.
Pesi che l' hanno gia': Estonia, Lettonia, Lituania, Ucraina, Russia, Serbia, Slovacchia.
Paesi che la vogliono: Polonia e Repubblica Ceca.

Fonte: Adam Smith Institute blog

Piccola biografia sul creazionismo scientifico

Chiamatemi Estremista religioso ma ogni giorno che passa divento sempre un po' di piu' Creazionista. Scoperte del genere non fanno altro che convincermi sempre di piu' che l' era del dominio culturale dell' uomo darwiniano sta finendo!
In Germania hanno sospeso un professore racconta balle perche' si e' scoperto che manipolava dati sul ritrovamento del tedesco piu' vecchio del mondo! Sembra, anche se non ho capito bene ancora perche', che "...forse non discendiamo dall’uomo di Neanderthal. O quantomeno, non esiste più la prova decisiva dell’assunto, il mitico anello mancante che sembrava collegare le origini della nostra specie a quelle dei villosi preistorici. Non datava a 36 mila anni fa, non apparteneva quindi al tedesco più antico del mondo, il cranio trovato in una torbiera non lontano da Amburgo. Più normalmente, giusta l’analisi della datazione al carbonio, eseguita dall’Università di Oxford, aveva «solo» 7.500 anni: un bambino, rispetto all’ipotesi originale e fin qui considerata vera".

Fonte: fattisentire.net

Se cliccate sul titolo accedete ad una serie di recensioni di materiale scientifico sulla teoria creazionista! Purtroppo i libri sono difficlissimi da trovare in giro! Egemonia culturale!

Saturday, February 26

Per la serie "Lo sapevamo tutti"

Krillix ha visto Punto e a Capo o ha letto la Repubblica e scrive questo post, io linko perche' non oso avvicinarmi a tali contenitori televisimi o quotidiani se non alla larga.
Si parla di G8, scontri tra i NO GLOBAL e la polizia e Black Bloks...

Terrorista gay, eh eh eh

Tu guarda il potere della globalizzazione!!!!

Da TG5.com "Al Zarqawi, il capo dei terroristi iracheni ed uno dei più pericolosi criminali internazionali potrebbe essere omosessuale..."

Fonte: Cuggi'

Dai che ci siamo quasi!

Ve lo traduco, non ho niente da fare!
-Theran-- In un recente report consegnato al supremo (ridiamo) leader del regime iraniano A.K. dalle guardie della rivoluzione iraniana (la polizia) si afferma che se una dimostrazione o una protesta a Theran dovesse durare piu' di sei ore, l' apparato di sicurezza non sarebbe piu' in grado di controllare la situazione. "La societa' e' in subbuglio. Se certe zone sensibli di Therano dovessero esplodere la capitale cadrebbe nel caos e se le proteste continuassero senza opposizione e crescere in importanza per piu' di sei ore, la situazione sarebbe incontrollabile" dice il report.-

-Tehran -- In a recent secret report to the Iranian regime's Supreme Leader Ali Khamenei, Iran's Revolutionary Guards Corps pointed out that were a demonstration or rebellion to last more than six hours in Tehran, the security apparatus would no longer be able to control the situation. "Society is in an unstable state. Were certain sensitive locations in Tehran to 'explode' under these circumstances, and the capital sink into chaos, if uprisings continue unabated and grow larger for more than six hours in Tehran, the situation would become uncontrollable", the report said.

Fonte: IranianVoice

Viva la costituzione

Il solito grande Camillo nel commentare l' intervista a Prodi sul Corriere di oggi!

Romano Prodi ha scritto una pagina intera sul Corriere per spiegare che l'articolo 11 della nostra Costituzione costituisce "un rifiuto fermo e assoluto" alla guerra. Solo che non è vero. "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli". Le dittature, va da sé, offendono la libertà dei popoli. Fare una guerra a una dittatura significa difendere la libertà di quei popoli oppressi, non offenderla. E' ovvio, no? Ed è anche scritto in italiano. Essendo stati liberati da un intervento armato, ovviamente i costituenti non avrebbero mai potuto escludere le ragioni di una guerra contro una dittatura.

A quando due bombette sulla Siria?

Ecco una bella testimonianza di come la Siria stia cercando di creare caos in Iraq tramite la sua intelligence. In un video apparso sulla televisione al-Iraqiya un agente segreto Siriano ammette di essere pagato per insegnare ai wanna-be terroristi Iracheni come si costruiscono le macchine bomba da lanciare contro gli Americani!

PS. Come se non si sapesse gia'!

Fonte: Jihad Watch

Friday, February 25

Se fossero sposati...

Un corsivo un po' provocatorio, ma efficace nel messaggio.

"Qualcuno svegli il compagno della Sgrena, Valerio Fioravanti, L' Opinione
È opinione di alcuni, e nostra, che molti amino il mondo arabo senza conoscerlo davvero, giusto per la carica antiamericana e antiisraeliana dei mediorientali. Prendiamo la questione del “compagno” della povera Sgrena. La giornalista, nel video registrato con i terroristi, si rivolgeva ripetutamente, non a caso, al “marito”. Qui da noi invece tutti, comprese le cronache dal Quirinale, parlano in continuazione del “compagno” della Sgrena. I due stanno insieme da anni, e sicuramente si vogliono bene. È comprensibile, dal nostro OCCIDENTALE punto di vista, che lui si esponga, vada, faccia, dichiari, e si metta davanti alle telecamere a ripetere che libererà la donna che ama. Ma per dei fondamentalisti islamici, il fatto che la Sgrena non sia sposata ma conviva, è una brutta aggravante, un segno di grave impurità".

Se vince il SI al referendum

Ecco cosa succede se vince il si quesito per quesito! La legge 40 e il referendum.
Valutazioni di Harry in neretto, sotto i miei commenti

Primo quesito (se vince il «sì»):
1. Può accedere alle pratiche di procreazione medicalmente assistita non solo la coppia sterile, ma qualsiasi tipo di coppia che vuole soddisfare, attraverso il ricorso alla tecnica, il proprio desiderio di avere un figlio a tutti i costi. Una coppia, invece di cercare di curare la sterilita' come malattia prima e, se non si riesce, accedere alla procreazione assistita poi, puo' passare subito alla seconda fase.
2. L’abolizione di un percorso graduale di diagnosi e di terapia va contro qualsiasi normale comportamento medico.
3. Abolire ogni limite alla produzione di embrioni e il termine di ripensamento da parte della coppia, comporta un aumento di embrioni destinati ad essere congelati ed inutilizzati. Ricordo che piu' embrioni prodotti e non impiantati significa piu' morti, e se passa il quesito numero 3, piu' materiale di ricerca per le multinazionali. Si, alla fine e' una questione di interessi finanziari.
4. Verrebbe permessa la selezione eugenetica dei figli sani in caso di coppie portatrici di malattie genetiche. Come al supermercato: no quell' embrione li' no perche' e' malato, quello si perche' e' sano! E i diritti dei malati dove stanno? Condannati a morte tutti i malati, come succedeva a Sparta! Un salto in avanti di civilta'!
Secondo quesito (se vince il «sì»):

1. L'embrione viene privato di ogni tutela, di ogni diritto, primo fra tutti quello di vivere. Attenzione, però, abrogando tutto l'articolo 1 della legge, viene privato di tutela non solo l'embrione, ma anche "tutti i soggetti coinvolti", ivi compresa la donna. E' questo che davvero si vuole?In realtà la volontà di chi ha proposto questo secondo quesito è quella di non dover mettere in discussione, con il riconoscimento dell'embrione come soggetto di diritti, la legge 194 del 1978 sull'aborto.Ma l'applicazione di tale legge è espressamente conservata dall'art. 14 di questa legge.Il referendum sarebbe dunque un passo ulteriore per togliere di mezzo lo statuto giuridico dell'embrione come soggetto umano.
2. Per il resto del quesito, vale quello riportato prima.
Terzo quesito (se vince il «sì»):

1. L’embrione viene considerato uno “strumento di laboratorio”, un materiale biologico utilizzato nella speranza di poter curare l’uomo malato.Così operando viene ad essere sovvertito il criterio che regola ogni ricerca scientifica: la prima sperimentazione deve essere effettuata sugli animali.
Credo proprio abbia ragione Vescovi quando dic che gli interessi ditro questa questione soo enormi. Pensateci bene! Solo nella california sono stati investiti 3 miliardi di dollari in denaro pubblico in questo campo.
2. L’embrione viene congelato (ed il numero crescerà a dismisura) ed è a disposizione sia per impianti successivi in utero che per la ricerca scientifica. Ecco cosa succede all' embrione, piu' o meno, se usato per la ricerca scientifica: tagliuzzato, ucciso e buttato nel cestino!
3. E’ resa possibile la clonazione umana mediante trasferimento di nucleo. Dall’embrione così formato si ricaverebbero le cellule staminali. Non credo si sia bisogno di commentare
Quarto quesito (se vince il «sì»):

1. Nasceranno bambini che hanno un solo genitore biologico tra i due componenti della coppia. E, diritti del nascituro? Chi dira a questo bambino, quando avra' 15 anni, che il suo papi biologico e' ignoto?
2. Sarà necessario chiarire se chi cede i propri gameti possa restare anonimo o debba essere individuabile dal figlio biologico.
3. Dovrebbe essere reso noto l’utilizzo dei gameti di ciascun donatore per escludere l’eventualità remota ma non impossibile di incesti fra i discendenti di uno stesso genitore. Son talmente disgustato che non riesco a commentare piu' niente senza bestemmiare!

Fonte: Harry

Thursday, February 24


israel Posted by Hello

Un popolo si e' svegliato

e a farlo sembra proprio che sia stato quell' ignorante di Bush con la sua guerra all' Iraq. Sentite un po' cosa dice il capo dell' opposizione Libanese Jumblatt:" E’ strano per me dirlo ma questo processo di trasformazione è iniziato a causa dell’invasione americana dell’Iraq. Quando ho visto votare gli iracheni è stato l’inizio di un nuovo mondo arabo. Il muro di Berlino è crollato"

Il foglio di oggi.
IL LIBANO E' AFFFAMATO DI OCCIDENTE, CI RACCONTA STEFANIA CRAXI
Beirut. L’inizio di una nuova rivoluzione araba. Pacifica. L’hanno già ribattezzata in molti modi: l’Intifada del Libano, la rivoluzione dei cedri, la rivoluzione bianco rossa, dai colori della bandiera del paese. Comunque sia, di rivoluzione si tratta. “Basta!”, grida nelle strade di Beirut la folla, unita nella comune opposizione al dominio siriano sul territorio libanese e sui palazzi governativi, forte dell’appoggio della comunità internazionale (Stati Uniti e Francia in testa), dopo l’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri. E’ appena scesa da un autobus della capitale libanese Stefania Craxi, presidente della Fondazione Bettino Craxi, quando al Foglio racconta le sue impressioni su queste ore di trasformazione a Beirut: “Il paese è molto ferito da questo lutto – dice – ma ho trovato in Libano un risveglio di coscienze, il propagarsi di un sentimento di orgoglio nazionale molto forte”. E’ piacevolmente sorpresa dal fatto che i più coinvolti dagli avvenimenti degli ultimi giorni nel paese sono i giovani: "moltissimi i ragazzi sulla tomba di Hariri”, spiega. E sorprende il vedere uniti nella protesta membri delle diverse religioni del paese, cristiani maroniti, greci ortodossi, drusi, musulmani sunniti e sciiti, che erano l’un contro l’altro armati in una delle più efferate guerre civili della storia, conclusasi nel 1990. “Ora – dice Stefania Craxi – la priorità è l’indipendenza. Certo, il paese è spaccato, esiste una parte prosiriana, ma quello che si respira in strada è prevalentemente un sentimento di unità nazionale”, contro un unico obiettivo, l’interferenza di Damasco nella vita politica del paese. A guidare l’opposizione, che sulla scia della rivoluzione orange di Kiev si è dotata di sciarpe (bianco rosse) da sventolare nelle manifestazioni assieme alle bandiere con il cedro (accanto al simbolo del paese sono comparse, insieme, croce cristiana e mezzaluna musulmana), è il druso Walid Jumblatt.
“Sembra un neocon”, ha scritto di lui, dopo averlo incontrato, David Ignatius sul Wall Street Journal. Eppure lo si è spesso sentito tenere discorsi antiamericani e antiisraeliani. Aveva condannato la guerra di George W. Bush a Baghdad. “E’ strano per me dirlo – sostiene ora Jumblatt – ma questo processo di trasformazione è iniziato a causa dell’invasione americana dell’Iraq. Quando ho visto votare gli iracheni è stato l’inizio di un nuovo mondo arabo. Il muro di
Berlino è crollato”. In Libano si sono accorti che l’occasione per far cambiare le cose in medio oriente è arrivata e ne approfittano. Jumblatt ci ripensa. Come ci ripensa qualcuno nella sinistra europea, rivisitando le posizioni di personaggi come il premier israeliano Ariel Sharon e quelle di
Bush (“I ripensamenti – dice Craxi – se non sono seguiti da atti concreti non valgono. La sinistra italiana ha votato contro il rifinanziamento della missione in Iraq”). A Beirut Stefania Craxi dice di non aver avvertito sentimenti antiamericani, segno che i tempi stanno cambiando. Soltanto qualche mese fa i giornali internazionali davano ampio spazio ai sondaggi sull’antiamericanismo della strada del levante. Racconta un clima rilassato verso il mondo occidentale, Stefania Craxi, e meno aggressivo nei confronti degli Stati Uniti. In Libano, spiega, “sono affamati di rapporti con la comunità internazionale”. Ecco, forse, perché Hariri, conosciuto e stimato in occidente, era amato. Vorrebbero, a Beirut, un canale privilegiato con l’Europa, “che non risponde”. “Vorrebbero che l’Ue sviluppasse una politica indipendente, forte e comune nei confronti del medio oriente”. La sua impressione del Libano di oggi è quella di una società che ha reagito a un colpo molto duro in maniera responsabile. Un esempio: benché il paese stia attraversando una crisi economica, la moneta non è crollata e nessuno ha ritirato i soldi dalle banche. Ricorrono
sempre più spesso – dice – le parole “democrazia” e “diritti umani”.

Aborto, sterminio legale

Un estratto del nuovo libro del Papa sull' aborto pubblicato dalla Stampa.
Immagino gia' le reazioni dei radicali...

Trail: MPV, area stampa, aborto.

Giornata inernazionale per MOJTABA e ARASH liberi

Questo Blog aderisce alla giornata internazionale di mobilitazione per la liberazione dei blogger iraniani Arash Sigarchi e Mojtaba Saminejad

Fonte: Imprescindibile e committetoprotectbloggers

Blogger Iraniano condannato a 17 anni di prigione

Non e' il primo e non sara' l'ultimo. Intanto la Francia si ostina a non voler definire Hezbollah un gruppo terrorista, benché sia uno dei più pericolosi. Piangiamo.

"Sigarchi, who has been held since 17 January in Lakan Prison, Rashat, was sentenced for espionage and insulting the country's leaders but in reality he has been imprisoned for his work as a weblogger and journalist and contributing to American Radio Farda. The Iranian revolutionary tribunals are only supposed to rule on cases of high treason, espionage or counter-revolutionary activity. They should not be used to sentence journalists".

Fonte: Iran Focus

Wednesday, February 23

Per risollevare il...morale

Il mitico Serse Cosmi. Viaggio di ritorno a Genova dalla trasferta a Vicenza guardando Porno alla tele...e sembra non sia la prima volta!
Grazie cuggi per la soffiata.

California: associazioni cristiane cercano di fermare la ricerca sugli embrioni

La rivoluzionaria visione di Bush prende atto (ma questo chi guarda il TG5 non lo puo' sapere)

Forza Egitto, forza Libano il mondo democratico (l'Europa ne fa' parte?) e' con voi . Ho dubbi sull' Europa, non perche' contesto il fatto che sia democratica, ma perche' sembra avere visioni molto diverse su cosa sia meglio per il medio oriente. A Brussels preferiscono la STABILITA' , non importa se raggiunta tramite dittature, mentre a Whashington, dopo aver sbagliato per molti anni nel sostenere certi capi di stato invece che altri per ottenere la stabilita' immaginata da Chirac, hanno capito che l' unica soluzione per un mondo migliore e' che vinca la Democrazia. Come fa notare il grandissimo JimMomo

Il Foglio di oggi
"Giordania, Afghanistan, Palestina, Libia, Marocco, Iraq, Libano, Egitto. Effetto Bush nell’islam
Roma. Giordania, Libia e Marocco. Poi Afghanistan, Palestina, Iraq. Oggi Libano ed Egitto. Ci si confronta. L’opposizione libanese incontrerà i membri del governo di Beirut lunedì. Mentre il presidente americano parlava di unire le forze – Stati Uniti ed Europa – in nome della democrazia e, a tavola con Jacques Chirac, esortava le truppe siriane a ritirarsi dal Libano, 150 mila persone manifestavano pacificamente a Beirut, in stile ucraino. La moglie del leader dell’opposizione, il druso Walid Jumblatt, ha distribuito rose bianche e rosse, i colori della bandiera libanese e del movimento, reso più coraggioso nel suo rifiuto di Damasco dall’appoggio internazionale, cresciuto dopo l’attentato a Rafiq Hariri. Il successo delle elezioni a Kabul, Ramallah e Baghdad (che hanno portato Riad a inscenare un voto farsa) ha dato nuovo coraggio anche all’opposizione egiziana. Non 150 mila, ma 200 erano lunedì i partecipanti alla terza manifestazione della Popular Campaign for Change, aka Kifaya (basta, in arabo): abbastanza in un paese dove è proibito scendere in piazza. Per la prima volta si scandiscono apertamente slogan contro Hosni Mubarak e un suo quinto mandato presidenziale. Sorprendente l’ipotesi avanzata ieri dal ministro degli Esteri israeliano Silvan Shalom: dieci Stati arabi potrebbero aprire sedi diplomatiche in Israele. Si tratterebbe di un rivoluzionario riconoscimento. Israele ieri ha accettato la nomina del nuovo ambasciatore egiziano. Quello giordano è già in carica. Re Abdullah II ha capito che i tempi stanno cambiando e s’impegna nella costruzione di un ruolo attivo della Giordania nella regione, sfruttando alleanze economiche più che politiche: cerca di attrarre investimenti e turisti americani, ha lavorato per l’apertura di un’area di libero scambio tra Washington, Bruxelles e Amman. La stessa strada intrapresa, sulla via delle riforme, dal re del Marocco, Mohammed VI, (unico altro paese arabo, insieme con Giordania, Egitto e Mauritania ad aver riconosciuto Israele), che ha da poco firmato un’intesa per la creazione di una zona di commercio preferenziale con gli Stati Uniti, dopo aver approvato un rivoluzionario (per l’islam) diritto di famiglia. Anche la chiusa Libia del colonnello Gheddafi si è aperta: al turismo, alla ricerca scientifica e a una timida promessa di riforme politiche, dopo la rinuncia al suo programma nucleare e alla fine delle sanzioni".

Tuesday, February 22

I primi 2 punti son scontati (per chi, ovviamente non si limita a leggere il Corriere)

IL RIEPILOGO DI CAMILLO, IL BLOG PER ECCELLENZA, COLUI GRAZIE AL QUALE HO SCOPERTO LA VERA INFORMAZIONE, ALTRO CHE TG5, RAI 1, CORRIERE, REPUBBLICA, PANORAMA, ESPRESSO E VIA VIA DISCORRENDO.

Riepilogo
Tre anni e mezzo dopo l'attacco di al Qaida all'America:
1) Il regime fascista islamico dei talebani è stato fatto fuori e gli afghani hanno votato liberamente il loro presidente. Una donna è diventata governatrice di una provincia. L'Afghanistan ha ripreso un cammino di civiltà
2) Il regime nazionalsocialista, insomma: fascista, di Saddam Hussein è stato fatto fuori e gli iracheni hanno potuto votare per la prima volta e decidere liberamente il proprio futuro. I nostalgici del regime e i fascisti islamici tentano di impedire un futuro libero al popolo iracheno, così uccidono (uccidono gli iracheni, non gli americani). Gli iracheni purtroppo continuano a morire (per mano dei fascisti) anche se in quantità inferiore rispetto a quando questi assassini erano al potere.
3) In Palestina finalmente c'è speranza. Israele si ritirerà da parte dei territori occupati in seguito a una guerra subita e vinta. Prima della politica post 11 settembre sembrava un tabù. Si parla per la prima volta di Stato palestinese, lo vogliono sia la destra israeliana sia gli americani. Prima della politica post11 settembre sembrava impossibile. E' potuto accadere perché Bush ha chiuso i rapporti col dittatore Arafat, il responsabile unico del fallimento dell'accordo con Clinton e Barak. Due anni di porte sbattute in faccia ad Arafat hanno fatto crescere la consapevolezza della classe dirigente palestinese, che si è trovata pronta e dopo la morte del dittatore ha capito che doveva fare altro.
4) La Siria, che oggi non è uno Stato ma un'organizzazione terrorista, s'è presa paura ma sembra che abbia fatto un passo falso a uccidere il leader libanese che chiedeva il ritiro delle sue truppe d'occupazione in Libano (a proposito: perché i pacifisti o magari Fabio Mussi non ne hanno mai chiesto il ritiro?). Ora i libanesi, per la prima volta, urlano "Syria out now" e protestano tutte le sere. Come in Ucraina.
5) Già, c'è anche l'Ucraina. Non c'entra con il medio oriente e con l'11 settembre, ma nel frattempo gli americani hanno fatto anche questa. Finanziando l'opposizione e sostenendola. Fottendosene dell'amico Putin. Ah, e l'hanno fatto anche in Georgia.
6) In Egitto si fa strada un'opposizione democratica. Per la prima volta si chiedono apertamente riforme e democrazia. E' dura, ma si comincia.
7) I sauditi sono molto attivi. Temono di doverla pagare (e sarà sempre troppo tardi). Così fanno quello che sanno fare benissimo: tentano di vendere il fontanone agli allocchi occidentali (che ci cascano) e organizzano finte elezioni amministrative e convegni farsa antiterrorismo. Però stavolta ci ha creduto soltanto Repubblica.
8) Poi c'è l'Iran, la vera questione aperta. Se si fa la Bomba sono cavoli. Colpire le centrali (come nel 1981 a Osiek, in Iraq) è durissima, perché sono in zone altamente popolate. Dopo le proteste studentesche di due anni fa, sempre sullo slancio della liberazione dei due regimi confinanti è partita un'altra iniziativa democratica: un referendum sul regime. Ovviamente i giornali non ne parlano (ehi, dico i giornali di qua, non quelli dei mullah)
9) L'Europa, cioè Francia e Germania, cercano comicamente un modo di rientrare nella partita e di blandire l'ospite americano facendo finta che Bush sia cambiato (è già pronta la manipolazione e vedrete come domani editorialeggeranno contenti contenti). Ma, appunto, ci può credere solo il lettore di Repubblica.
10) L'inutile Onu è sprofondato in scandali di corruzione, pedofilia organizzata e molestie sessuali. In un mese e mezzo sono stati costretti alle dimissioni 6 o 7 top manager delle Nazioni Unite e vedremo che cosa succederà a Kofi Annan.11) L'unico al mondo a non averne capito niente è il desperate united Romano Prodi.PSC'è qualcuno che ancora spiega come l'idea dell'effetto domino fosse una follia e come quell'idiota di Bush abbia sbagliato tutto (e, ovviamente, perso i dibattiti: 3 a 0).21 febbraio

UNA PREGHIERA PER DON GIUSSANI

Don Luigi Giussani è morto alle 3.10 di oggi, 22 febbraio 2005Il funerale sarà giovedì 24 febbraio nel Duomo di Milano
Alle ore 3.10 di oggi, 22 febbraio 2005, don Luigi Giussani è morto nella sua abitazionedi Milano, per insufficienza circolatoria e renale a seguito della grave polmoniteche lo aveva colpito nei giorni scorsi. Aveva 82 anni.Questo è il testo che don Julián Carrón, a nome della Presidenza di Comunione e Liberazione,ha inviato a tutte le comunità di Cl sparse nel mondo:
Cari amici,alle ore 3.10 del 22 Febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, il Signore ha chiamato il nostro carissimo don Giussani.Certi nella speranza della risurrezione, attraverso l'intenso dolore per questo distacco, nell'abbraccio di Cristo lo riconosciamo padre più che mai, egli che ora contempla la Presenza, a lui tanto cara, di Gesù Cristo, che in tutta la sua vita ci ha insegnato a conoscere e ad amare come consistenza totale di ogni cosa e di ogni rapporto.Affidandoci tutti alla Madonna, “di speranza fontana vivace”, chiediamo alle comunità di celebrare l'Eucaristia. Grati per la vita di don Giussani, domandiamo che la sua fede, speranza e carità diventino sempre più nostre.
Per la Presidenza Don Julián Carrón

L' Olanda multipatetica

Vi ricordate il post in cui segnalavo la censura del Film di Theo Van Gogh, il regista assassinato da un terrorista islamico in modo rivoltante per le strade di Amsterdam, al Film festival di Rotterdam? Per IMparcondicio hanno pero' proiettato un film, Yasmin, su come, poveretti, i musulmani in Inghilterra vengono emarginati! Non ho visto il film ovviamente, dunque non giudico, ma forse non ce 'ne' bisogno! Secondo Dhimmi watch il film "so distorts the reality of anti-Muslim bigotry in England that twice its attempts to film acts of hatred against Muslims were interrupted by non-Muslim bystanders who, unaware that what they were seeing was part of a film, rushed to the aid of the beleaguered Muslims. The film nevertheless portrays Britain as a hotbed of anti-Muslim hatred"....No Comment

Fonte: Wellington

Lettera al direttore su Il Foglio di oggi

Al direttore - Romano Prodi ha lanciato una "frecciata etica" al Cavaliere a proposito del costo del suo orologio: "Quello del nostro presidente del Consiglio vale 414 mila euro. E siccome lui di solito non ragiona in euro, ma ragiona in lire, dico che sono 800 milioni di lire". E’ di più o di meno del valore che Prodi aveva dato alla Sme quando si era messo in testa di venderla a De Benedetti? Luca Rocca, Nocera Tirinese (Cz)

Ho tanta voglia di insultare quel insaccato paraculo (ops, mi sa che l' ho gia' fatto), ma mio padre mi ha gia' rimproverato di essermi espresso in modo volgare in passato su questo blog.

Il brutto embrione che stupi' il ginecologo nascendo bello

Da Il Foglio di oggi, uno degli inserti
Emanuele Boffi, Ginecologo (non parroco)

"Vennero da me perché desideravano avere un figlio. Erano sulla quarantina, benestanti, di Roma. L’ età della coppia e le loro caratteristiche biologiche non permisero di ottenere in laboratorio che un solo embrione. Era però quello che io classificavo come un embrione ‘brutto’, cioè con caratteristiche non idonee per essere trasferito in utero. Se non fosse stata quella l’unica chance per esaudire il loro desiderio, non avrei mai proposto loro di provare. Embrioni simili, non avevo mai esitato a cestinarli. Oggi quell’embrione ha 13 anni, si chiama Marco ed è sano come un pesce".
"Quella cellula ero io"
La storia risale al 1992, ma Orazio Piccinni la racconta con la dovizia di sfumature di uno cui è capitato ieri di aver fatto scampare all’embrione Marco il frigorifero o la discarica. Oggi Piccinni lavora nel reparto di Ostetricia e ginecologia di una famosa clinica di Bari e non fa più fecondazione in vitro (Fiv). Ma in Italia, almeno al sud, ne fu uno dei precursori. "Ero un allievo di Vincenzo Traina che mi insegnò la Fiv e, su sua indicazione, fondai nel 1989 il centro di procreazione assistita nel capoluogo pugliese. Si era in pochi allora, soprattutto nel meridione e la gente arrivava a frotte. Anche perché fummo fra i primi a praticare la fecondazione in tempi in cui pochi conoscevano questo tipo di procedura e si limitavano all’inseminazione". Piccinni rammenta il delirio di onnipotenza di quei giorni, l’illusione di sentirsi migliori della natura, la sbornia che ti prende la testa quando hai tra le mani la soddisfazione di un bisogno altrui. "Ritenevo di fare del bene. Credevo di essere buono perché fornivo dei figli a persone che non potevano averne". Poi capitò l’embrione Marco e Piccinni, tormentato da un po’ di tempo dallo sprone del dubbio, si ricredette: "Mi resi conto che quell’embrione che tutta la mia scienza avrebbe scartato e destinato alla distruzione, poteva invece arrivare ad essere un
bambino. E pensai: quanti Marco ho buttato via fino ad oggi?". Uno Shakespeare moderno affermerebbe che "ci sono più cose in cielo e in terra che nella tua provetta,
Orazio". E’ il 1996, Piccinni abbandona la Fiv. "Mi costò fatica. Fatica economica, intendo. Si guadagnava molto, come avviene ancora oggi. I sostenitori della Fiv non mi
imbrogliano con i loro propositi umanitari. Io so cos’è: un’ industria che funziona sulla
domanda e sull’offerta. Si pensa di iniziare l’esistenza, ma il laboratorio è una fabbrica
che produce morte, non solo vita". Il 31 gennaio il ginecologo è stato invitato al convegno dell’Accademia dei Lincei su "Procreazione assistita: problemi e prospettive".
Nel testo del suo intervento parla di delirio di onnipotenza. "Quel delirio che ti assale quando annunci a una coppia sterile il risultato positivo del test. L’euforia di una buona notizia che ti fa dimenticare che per arrivarci hai dovuto sacrificare la gran parte degli embrioni prodotti". Piccinni si sente un po’ come san Tommaso, "perché noi siamo fatti così: non crediamo finché non mettiamo il dito nella piaga, finché non ci accorgiamo che stiamo parlando di carne e ossa". Si è convertito guardando dentro a un microscopio perché "sì, ero cristiano, ma diciamo che lo ero così, per tradizione. Insomma, non me ne importava più di tanto e certamente non ero un praticante". Poi, però, guardando quel momento in cui i due gameti si uniscono "iniziarono a venirmi I brividi. Man mano che scoprivo le potenzailità di quella cellula, aumentava la mia sete di conoscenza e con essa i miei dubbi – fa una pausa – e le mie domande". Intanto inizia a pensare che "quella cellula ero io. Io sono un ex embrione, e insistevo con le mie pazienti di portare rispetto al nato, ma anche agli embrioni che erano stati congelati o cestinati perché quel nato ci fosse". Il dottore giura che la sua non fu una conversione sulla via di Damasco, ma un processo lungo e graduale. Assicura con altrettanta certezza "di essere diventato cattolico in laboratorio, con l’occhio appoggiato sul microscopio". Perché nelle primissime fasi
del concepimento, quando l’ovocita e lo permatozoo, due cellule in sé insignificanti,
si uniscono, "lì, in quel momento lì, c’è un mistero. C’è una scintilla e poi via di seguito
dei fenomeni a cascata che ininterrottamente porteranno a quello che è Orazio Piccinni
oggi". Eppure molti scienziati parlano di ootide, di diverse fasi di sviluppo di un oggetto e non di una persona, di convenzioni, ma per il medico "sono distinzioni che non stanno in piedi. Nelle prime venti ore dopo la scintilla c’è già una ‘comunicazione’ unica e attiva fra i due fusi di cromosomi, materno e paterno, i cosiddetti pronuclei".
Nella memoria presentata ai Lincei, Piccinni ha scritto che "già nei primi minuti e nelle prime ore in seguito alla penetrazione dello spermatozoo nell’ovocita si definisce dove spunterà la testa, i piedi e da quale parte si formerà la schiena e la pancia". "La atura – riprende il ginecologo – fa tutto alla perfezione, è la natura che ci mostra il mistero. Io dico sempre che nel processo di fecondazione è nascosto lo stesso mistero che c’è stato nel Big Bang, il passaggio dal non esistente all’esistente". Davanti a quel quid insondabile, Piccinni non ha potuto altro che "fare un passo indietro. Nel dubbio ci si ferma, è il principio di precauzione ad insegnarcelo, no?". Per Piccinni la legge 40 ("erroneamente – intercala nel discorso – definita ‘procreazione medicalmente assistita’, non si tratta di ‘procreazione’ ma di ‘riproduzione’ artificiale") "è una norma che non tutela la dignità della coppia e dell’embrione, ma è il male minore". Piuttosto, quel che non gli garba, è che nessuno rammenti le contraddizioni della Fiv. Ha scritto ai Lincei: "Il tasso di gravidanza si è attestato nei migliori centri al 30 per cento circa per ciclo di trattamento. Molti test positivi di gravidanza sono destinati precocemente a negativizzarsi
a causa di un aumentato numero di aborti biochimici o clinici nei primi tre mesi. Abbiamo come risultato finale, rispetto al 30 per cento iniziale illusorio, solo il 10-12 per
cento di bambini nati cosiddetti in braccio. Su cento embrioni prodotti ne nascono massimo quindici. Se si trattasse di un’industria di automobili, avrebbe chiuso già da tempo per fallimento. Se io fossi un embrione pretenderei più garanzie di sopravvivenza". E poi ha aggiunto: "In questo senso la Fiv, per numero di vite soppresse, è indubbiamente
peggiore della interruzione di gravidanza. Spesso le pazienti non conoscono questo dato, così come l’aumento dal 2 al 6 per cento delle malformazioni".
La tecnica ha reso il concepimento un test
"Finché la gente non capisce veramente che cosa accade in laboratorio – spiega oggi
Piccinni – non avrà la libertà di una scelta responsabile, e si continuerà a parlare di diritti e desideri esaudibili dalla scienza e dalla tecnica". Con la Fiv "si è stravolto il concetto di gravidanza che non inizia più dal concepimento, ma dall’esito di un test". Questo crea delle tensioni e delle aspettative assolutamente nefaste per la coppia stessa. Piccinni lo dice osservando la propria esperienza: "Quando oggi una coppia che si ritiene sterile mi consulta, io cerco innanzitutto di tranquillizzarli e spiego loro che anche in condizioni ottimali, ad ogni rapporto, esiste solo il 25 per cento di fecondazione (che è la più bassa tra le specie animali). A volte servono due, tre, dieci anni prima che si possa parlare effettivamente di sterilità. Questo lo prova anche il fatto che molte coppie, dopo aver avuto figli con la Fiv, li abbiano poi naturalmente e scoprano così di non essere mai stati sterili. La natura ha I suoi tempi per ognuno di noi". Purtroppo viviamo immersi in una cultura che pretende dalla scienza l’esaudimento dei propri desideri, "e molti colleghi non si fanno scrupoli ad alimentare questo convincimento".

Monday, February 21

L' ultimo post su Kyoto, lo prometto

Siccome mi sono un po' stufato di trattare una verita' ampiamente dimostrata (sfido chiunque a dimostrarmi il contrario di cio' che penso), ecco l' ultimo articolo che segnalo sull' inutilita' del trattato di kyoto. Da leggere (cliccate sul titolo).

Ripartiamo da capo e capiamo di cosa stiamo parlando

Per chi ha un' ora di tempo da dedicare al futuro della nostra specie, e per chi possiede la banda larga, vi segnalo il video di una conferenza tenuta da scienziati (non parroci) sulla fecondazione artificiale che ha avuto luogo molto prima che i referendum fossero stati accettati dalla corte costituzionale. Dunque nessuna parzialita' cattolica ne politica. Io l' ho visto e sfido chiunque a non trovarlo professionale, laico e apolitico.

Procreazione medicalmente assistita: di cosa stiamo parlando? Incontro del Centro Culturale Maestà delle Volte con Tecla Cataldi, Medico Chirurgo specializzata in Ostetricia e Ginecologia, e Paolo Bini, Dirigente Medico della USL n.2 di Perugia. Moderatrice Assuntina Morresi
Il video della conferenza presa da Stranocristiano

ps: se non vi si apre il video da qua, provate da qua

Tanto la malaria da noi non c'e'

I Commissari, cretini che noi (ok, io no, ma mio padre si) paghiamo, UE (Unione Europea) non hanno niente di meglio da fare e decidono di mettere a rischio, piu' di quanto gia' lo sia, la popolazione dell' uganda (Ugandesi?). Premetto che non lo sapevo, ma a quanto pare il DDT ha salvato e continua a salvare milioni di persone. Ne salverebbe di piu' se i nostri cari funzionari Europei non vietassero il DDT ai paesi del terzo mondo colpiti dalla MALARIA.

Carlo Stagnaro su Il Riformista: "....Ma davvero il Ddt può così facilmente salvare delle vite? I numeri dicono di sì. Tutti i Paesi che hanno adottato quest’insetticida hanno virtualmente debellato un morbo violentissimo. Un dato su tutti: nello Sri Lanka i casi di malaria erano 3 milioni nel 1946, 7.300 dieci anni dopo e appena 29 nel 1975. Il Ddt è un avversario temibile della zanzara anofele, e un alleato potente dei poveri: costa pochissimo, e se l’ostracismo occidentale cessasse potrebbe costare ancora meno (oggi è prodotto solo più da un paio di imprese para-pubbliche in Cina e India)".
Nello stesso articolo Nicholas Kristof: "Sono sconvolto dal fatto che stiamo pompando centinaia di milioni di dollari in aiuti internazionali, ma lo tsunami è stato solo un battito di ciglia nei termini della mortalità nel Terzo Mondo. Le zanzare uccidono venti volte più persone ogni anno, e nella lunga guerra tra l’uomo e la zanzara sembra che quest’ultima la stia spuntando. Una ragione è che gli Usa e altri Paesi ricchi, avversando l’uso del Ddt, stanno dalla sua parte".

Yo no soy Zapatero

Nella democratica Spagna Zapatero paga i giornalisti per fare campagna elettorale per il si al referendum Europeo e nessuno si scandalizza. Ah, tra pochi che hanno votato e' passato il si'.

Fonte: 1972

Un sociologo, non un parroco, che parla

Da Il Foglio di Sabato
"...Ma la stessa scienza, e non il cattolicesimo, ci dice che quel processo vitale, unico e irripetibile che prende il via dalla fecondazione dell’ovulo, se non arrestato e non modificato conduce alla
creazione di una persona, un’esistenza in senso completo. Si tratta soltanto di decidere se vogliamo tutelare questo processo vitale e sentirlo come parte integrante dei diritti essenziali di una persona, o invece manipolarlo, maltrattarlo, abbandonarlo, sopprimerlo: d’altra parte anche coloro che per mezzo del referendum chiedono la diagnosi preimpianto partono dal presupposto che quell’embrione non sia una grumo di cellule, bensì una potenzialità di vita in cui è già
tutto inscritto... Si accusa la legge sulla fecondazione assistita anche di ostacolare la vita, ad esempio con il divieto dell’eterologa. "La procreazione non è un diritto proprietario soggettivo – dice Bobba – non si possono creare programmaticamente orfani e ogni bambino ha diritto a un’identità". Spiega
che questo "non è un tema tradizionale, ma si deve arrivare a un’etica pubblica e condivisa,
perché sarà sempre più pressante, sempre più vicino, e né gli scienziati né la libertà individuale bastano più
".

Per Paolo, per tutti

Ho letto, all' inizio volentieri, poi un po' sorpreso e alla fine un po' scocciato i tuoi commenti e adesso fammi rispondere, Paolo, a qualcuna delle tue riflessioni in modo che tu possa capire cosa si cerca di far capire con i miei posts. In piu' ho riscontrato nei tuoi commenti tante incorrettezze od omissioni che ritengo giusto correggere. Parto con quest' ultime.

1) Nei miei post sulla fecondazione artificiale, legge 40 e aborto, la Chiesa che tanto detesti non c' entra proprio niente. Tutta la distinzione che fai di potere temporale e spirituale puo' anche essere condivisibile ma non ci azzecca niente con la questione che mi sta tanto a cuore. Che la Chiesa abbia fatto sbagli nella storia non credo possa essere contestabile (alcune cose a cui ti riferisci pero' si, e dopo spiego), ma mi spieghi cosa c' entra con le bugie che ci vengone dette sulla fecondazione e l'aborto? Che la Chiesa prenda posizioni in merito e' normale, ma cio' non preclude a menti laiche (come ti assicuro essere la mia) di farsi una loro opinione che puo' nascere da ambiti diversi da quello della religione (vedi etica) e che pero' puo' arrivare alla stessa conclusione. Qui si parla di etica, di vita umana e diritto (insieme di leggi), non di religione. Molti dei link a cui vi rimando fanno capo ad associazioni che si rifanno alla Chiesa, ma cio' succede solo perche' questa gente si interessa di piu' dell' argomento di altra!
2) Le crociate non furono concepite come una esercizio di potere temporale ma, bensi' , come spedizione volta a liberare una terra sacra dagli invasori. Poi sara' diventato quel che e' diventato!
3) Tu dici che il concetto di DIO esiste dalla notte dei tempi e che la chiesa si e' impossessata del concetto come se fosse un marchio! Ti sfugge che il 25 dicembre dell' anno 0 e' venuto al mondo Gesu' , figlio di DIO, a salvare l' umanita' e ad indicarci la strada e che il Cristianesimo nasce da questo per te insignificante evento.

Adesso sulla fecondazione e il referendum
1) Tanto parlare di Chiesa nei commenti, ma qual' e' la tua posizione sul referendum? Ti lamenti che vuoi essere libero di farti una opinione sull' argomento senza che nessuno ti lavi il cervello e che questo non ti e' consentito dalla Chiesa! Ma, io dico, la televisione la vedo anche io, i giornali li leggo e molto, e a me di tentativi di lavaggi di cervelli in corso non me ne sono pervenuti. Se mai succede il contrario, con i due maggiori quotidiani del pasese (corriere e repubblica) ampiamente schierati con il si al referendum. Inoltre lo fanno mentendo. La piu' grossa e': La legge 40 impedisce la liberta' di ricerca e cosi' molta gente malata non potra' guarire! Cazzata. Da quando sono stati scoperte, la ricerca sulle cellule embrionali staminali (30 anni fa) non ha mai prodotto un bel niente se non tumori! Le cellule staminali adulte invece hanno gia' consentito agli scienziati di curare molte patologie e sono state scoperte solo 10 anni fa!
2) Come dici di aver letto, non cé' soluzione di continuita' dal momento della feconazione al momento in cui il bambino esce dal grembo della madre, e se vogliamo ( e perche' no) non vi e' nessuna soluzione di continuita' fino alla morte...da quel momento in poi,cosa succede dipenda dalla tua fede religiosa. Dunque, molto laicamente parlando, non e' individuabile nessuno salto di qualita' dalla formazione dell' embrione, a quella del feto, e cosi via.....Si deduce, dunque, che l' embrione e' vita umana e che ucciderlo per fare ricerca equivale a tagliuzzare il tuo corpo in mille pezzi e usare tutte le parti per compiere sperimenti. Si deduce anche che abortire vuol dire uccidere, commettere un omicidio, in quanto si interrompe (abortire significa questo) la vita di un essere umano!

Friday, February 18

Mentire radical(e)mente

"Bugie statistiche di Francesco Agnoli
Daniele Capezzone è certamente un abile oratore, facilitato, con uguale certezza, dall'assenza di qualsiasi vincolo alla verità (che infatti a suo dire non esisterebbe). Contraddittoriamente, però, propone "verità" quanto mai dogmatiche, presentate con assoluta seriosità ed insistenza. Ha sostenuto infatti, e continuerà a farlo, vista la somiglianza esistente tra un suo discorso ed il successivo, che neppure la Chiesa ha riconosciuto per secoli la dignità dell'embrione: infatti "rifiutava il battesimo a qualcosa che non avesse sembianze pienamente umane". Menzogna palese, dal momento che l'acqua del battesimo, come ognun sa, va spruzzata sulla testa del neonato e non sulla pancia di una donna! Con la stessa levità Capezzone in più occasioni si serve di sondaggi fasulli per dare ragione alle proprie teorie, per convincere gli oppositori che sono in minoranza. Ha sempre cifre aggiornate e precisissime su tutto. Così racconta che l'introduzione della 194 ha fatto calare gli aborti legali del 44% e quelli clandestini del 79%. Vuole cioè farci credere che si conosca il numero preciso degli aborti clandestini, sia precedenti al 1978 che attuali, come se non fossero, appunto, clandestini! E' una vecchia tattica, che dura da 30 anni. Infatti data almeno dal 1971. In quell'anno il Psi presentò al Senato una proposta per l'introduzione dell'aborto legale, libero, e gratuito, affermando che vi erano in Italia tra i 2 e i 3 milioni di aborti annui, e che circa 20.000 donne all'anno morivano a causa di questi interventi. Nel successivo progetto di legge, sempre socialista, presentato alla Camera il 15/10/'71, il numero degli aborti annui rimaneva stabile, mentre quello delle donne morte per pratiche abortive clandestine saliva, chissà come, a 25.000. Tali cifre venivano riprese come attendibili da tantissimi giornali ("Corriere della sera" del 10/9/'76: da 1,5 a 3 milioni di aborti clandestini l'anno; "Il Giorno" del 7/9/'72: da 3 a 4 milioni l'anno...). Anche sotto la pressione di questi presunti dati nacque la 194, che legalizzò l'aborto. Se le cifre suddette fossero state vere, una volta divenuto lecito e gratuito, l'aborto si sarebbe dovuto diffondere ancor più. Invece nel 1979 quelli legali furono ufficialmente, né 1, né 4 milioni, ma 187.752! Quanto poi alle donne morte per pratiche clandestine basterebbe consultare, per esempio, il Compendio Statistico Italiano del 1974: vi si legge che in Italia, nell'intero anno, sono morte 9.914 donne tra il 14 e i 44 anni, e cioè in età feconda. Fossero decedute anche tutte per aborto clandestino, cosa assolutamente assurda, non sarebbero comunque né 20.000 né 25.000! Oggi sappiamo che buona parte della campagna pro choice, in Italia come in USA, si basò su menzogne premeditate. Lo raccontano personaggi insospettabili, come Norma Mc Corvey, detta Roe, cui si deve appunto la legalizzazione dell'aborto in America. Il suo caso pietoso di donna povera, tra riformatorio e lavori precari, amanti ed Lsd, venne usato dagli abortisti con estrema spregiudicatezza per convincere l'opinione pubblica. Si puntò sul sentimentalismo, sulla sua storia personale, arricchendola di colorite invenzioni, come il fatto che fosse stata vittima nientemeno che di uno stupro di gruppo. Lo stesso uso dei casi estremi e pietosi fu fatto, in Italia, con le donne di Seveso, e viene riattualizzato oggi con Luca Coscioni. Tali strategie sono state svelate anche dal celebre Bernard Nathanson, fondatore a New York della "Lega d'azione per il diritto all'aborto", nel 1968, e direttore, all'epoca, della più grande clinica per aborti del mondo, il Crash. Costui, dopo aver effettuato, tramite i suoi medici, ben 75.000 aborti, di cui 15.000 di sua mano, ha riveduto le sue posizioni, ed ha tra l'altro affermato che una delle menzogne per convincere l'opinione pubblica era l'impiego di "sondaggi fittizi" e la falsificazione dei dati sugli aborti clandestini e le donne morte a causa di essi. "Purtroppo l'informazione inesatta e tendenziosa rimane per gli abortisti il metodo migliore di propaganda" (B. Nathanson, "Aborting America", 1980). Sempre Nathanson ricorda altre strategie utilizzate all'epoca da lui stesso e dai compagni di strada: sviare il discorso dal campo scientifico a quello ideologico, accusando la Chiesa di posizioni preconcette e moralistiche; spiegare che i cattolici debbono distinguere tra questioni puramente e solamente religiose e leggi dello Stato; affermare che tutti i mezzi di informazione sono schierati con la Chiesa, "arrogante e prepotente"... Le stessa "litanie" che ognuno può ancor oggi sentire, trent'anni dopo, ascoltando Radio Radicale".Il Foglio 3.2.2005

Fonte: FattiSentire.net

Kyoto

Da l' Imprescindibile. Sottoscrivo copio e incollo (non diteglielo!grazie).

"L'ecologia di Kyoto non ha futuro
Questo blog non ratifica il trattato di Kyoto e continuera' ad avvelenare la bloggosfera con le sue emissioni nocive di CO2. Il gas di scarico odierno, innalzando il livello delle polveri sottili, cerchera' di asfissiare tutti quelli che negli ultimi due giorni hanno inquinato con informazioni scorrette l'ecologia compromessa del mondo dell'informazione.Il mondo di Kyoto non esiste. il trattato firmato a Kyoto riguarda le emissioni, perche' - secondo i delegati di quei 168 paesi che si riunirono nella antica citta' giapponese nel 1997 - le emissioni sarebbero responsabili del riscaldamento del pianeta terra. In realta' il riscaldamento del pianeta terra e' tutt' altro che accertato. Secondo l'Accademia Nazionale delle Scienze americana che nel 2001 pubblico' un serio rapporto-sintesi su una serie di studi condotti nel corso di diversi anni:1- l'aumento della temperatura e' stata di mezzo grado nel corso dell'ultimo SECOLO;2- il livello del diossido di carbonio e' aumentato nel corso degli ultimi DUE SECOLI;3- l'effetto serra prodotto dal diossido di carbonio e' di gran lunga meno importante dell'effetto serra prodotto dal vapore acqueo;4- nulla permette di affermare con certezza che i cambiamenti climatici siano dovuti al diossido di carbonio, ne' di prevedere i cambiamenti climatici futuri. Trenta anni fa era il raffreddamento del pianeta a preoccupare gli scienziati...
Disinformazione. Subito dopo la pubblicazione di questo rapporto nessuno impedi' al Wall Street Journal (che rappresenta il corano di questo blog) di titolare: "A unanimous decision that global warming is real, is getting worse, and is due to man. There is no wiggle room" (12 giugno 2001). E poi banalita' dello stesso genere a cascata su CNN, Economist e cascame simile su le Monde Diplomatique.
Kyoto non serve a nulla. Se l'incubo di Kyoto esistessesse davvero, le soluzioni adottate da quel trattato sarebbero assolutamente inefficaci. Nel mondo di Kyoto il pianeta dovrebbe presto riscaldarsi di almeno 2 gradi. Ma tutti sanno che le misure adottate dal protocollo non potranno che diminuire quel riscaldamento di 0,15 gradi. Kyoto prevede un aumento colossale della produzione di emissioni, ma propone misure per limitarle (nei soli paesi industrializzati) di 5-8 punti. Lasciando a grossi inquinatori come la Cina mano libera.Kyoto e gli ecologisti-bamba: E' chiaro che la vicenda di Kyoto ha poco a che vedere con la salvaguardia dell'ambiente. E' un trattato figlio di un ecologismo sinistro che ha sempre avuto piu' a cuore l'attacco al liberalismo ed al capitalismo americano, piuttosto che la salute dei nostri polmoni. Non appena Bush ritiro' l'adesione americana al protocollo di Kyoto, indignazioni ed insulti sorsero dal cosiddetto mondo civile e soprattutto dall'Europa: ancora una volta Bush sacrificava cinicamente il destino del pianeta in nome del capitalismo e, in particolare, delle multinazionali del petrolio. Gli autori di queste sottili analisi sono gli stessi che rimasero in silenzio durante le terribili settimane in cui Chernobil contaminava l'Europa. Sono una categoria particolare di ecologisti che ha paura dei tubi di scappamento delle Buick americane, ma non dei sottomarini nucleari che la Russia affonda nel mare di Barents, avvelenando i nostri bastoncini Findus per i prossimi due mila anni. E' l'ecologismo strumentale di Clinton che firmo' l'executive order ai tempi supplementari dopo che il Senato americano si era pronunciato 95 a 0 contro Kyoto. E' l'ecologismo retrogrado ed antitecnologico incapace di capire che solo piu' tecnologia, piu' possibilita' di consumo e di azione, rendono possibile l'ottimizzazione nell'uso delle risorse. E' l'ecologismo allarmista, che parla con un linguaggio marxista colorato di verde e non dice che nessuna automobile FIAT potrebbe circolare negli Stati Uniti per i limiti sulle emissioni previsti dalla legislazione americana. E' l'ecologismo di quei partiti verdi che quando vanno al governo (come accaduto in Francia ed Italia) si dedicano alla pattomania internazionale stile Kyoto, dimenticando di applicare in casa propria quel che si vorrebbe imporre agli altri.
Questo blog crede in un'altra ecologia, l'ecologia del progresso e del futuro, e ritiene che quella di Kyoto sia davvero una brutta storia. Perche' butta anche l'ecologia fuori dalla Storia. E' un buon motivo, in fondo, per non ratificare"
.

Cliccate qui per articoli piu' scentifici ma ugualmente efficaci.

Thursday, February 17

Come se l' OIL for FOOD non bastasse

Mentre la sinistra italiana invoca l' intervento dell' ONU in Iraq sapendo benissimo che l' ONU cé' gia' in Iraq, la tanto acclamata organizzazione internazionale si rende protagonista dell' ennesimo scandalo e il congresso american si prepara ad investigare. I peacekeepers e gli officiali della missione ONU nella rebubblica democratica del Congo sono accusati di aver violato molti dei fondamentali diritti umani della popolazione locale. Le accuse incudono violenze sessuali, prostituzione forzata di donne e ragazzine anche all' interno di campi profughi nella citta' di Bunia. Le vittime sono rifugiati indifesi, bambini e donne. E tutto quello che succede in Congo viene ammesso da Kofi Annan ed i dirigenti dell' ONU.
Si ricorda che le stesse cose sono gia' successe in Kosovo, Sierra Leone, Liberia, and Guinea.

L' Onu sa di cacca

Raga, questa e' fantastica!!!!Da un articolo di Mark Steyn sul Telegraph di ieri.
In inglese:
"It's a good basic axiom that if you take a quart of ice-cream and a quart of dog faeces and mix 'em together the result will taste more like the latter than the former. That's the problem with the UN. If you make the free nations and the thug states members of the same club, the danger isn't that they'll meet each other half-way but that the free world winds up going three-quarters, seven-eighths of the way. Thus the Oil-for-Fraud scandal: in the end, Saddam Hussein had a much shrewder understanding of the way the UN works than Bush and Blair did".
In Italiano
"E' un buon assioma di base che, se si prende un po' di di gelato ed un po' di cacca di cane e si mischiano insieme, il risultato avrà più il sapore della cacca che quello del gelato. Questo è il problema delle Nazioni Unite. Se si riusniscono gli stati democratici e quelli canaglia nello stesso club (ONU), il pericolo non e' che si incontreranno a meta' strada ma che i paesi democratici si ritroveranno a tre quarti della strada, o anche a sette ottavi (cioe', sono gli stati liberi a cedere posizioni a quelli canaglia e non il contrario). Dunque ecco come si e' arrivati allo scandalo Oil-for-Food: alla fine, Saddam Hussein capiva meglio come funziona l' ONU di Bush e Blair (in quanto le nazioni unite assomigliano piu' ad una dittatura che ad un paese libero essendo formato da molti stati canaglia)".

fonte: The right nation

La Francia contro la liberta' in Iran

Sicuramente arrivo tardi su questa notizia, anzi credo proprio di averla gia' letta da qualche parte, ma oggi per qualche motivo mi inorridisce in un modo speciale. Sara' per quel che e' appena successo in Libano e per l' annuncio della Siria e dell'Iran di creare un fronte comune contro le pressioni Americane.

Le autorita' Francesi hanno fatto cancellare una manifestazione pacifica organizzata da degli esiliati Iraniani in Francia contro la dittatura in Iran che doveva svolgersi il 10 di Febbraio a Parigi.
Il commento lo lascio ad uno degli esiliati Iraniani a Parigi:"Una derisione dei valori Francesi (Forse una volta erano Francesi, adesso direi non piu', aggiungo io) su i diritti umani fondamentali, come la liberta' di espressione"
Non mi sono ancora abituato a non prendere come una sorpresa certe notizie dalla Francia, anche se ormai avrei dovuto farci il callo da tempo. Basti pensare che la loro intolleranza per i diritti umani li ha addirittura portati ad abolire i simboli religiosi (cosa che non funziona, tra l' altro)
Il movimento studentesco per la liberta' in Iran:
SMCCDI
Blogs per L' iran:
Iran focus
Blog-Iran
Iraq the model

Wednesday, February 16

Global Warming contro il Global Warming

Kyoto entra in vigore oggi, Urrah (sarcastico ovviamente), mentre il solito Stagnaro ci spiega perche' l' ultimo rapporto della EEA e' interessante, numeri a parte. La EEA ci spiega che la riduzione delle emissioni inquinanti avvenuta nei paesi dell' Unione Europea (EU15) nel 2001 e 2002 e' dovuta, purtroppo, alla crisi economica che l'Europa sta vivendo e che ha molto a che vedere con il calo della produzione nell' industria dell' acciaio soprattutto in UK e Italia. Ma a rincuorarci e' la constatazione che la riduzione e' anche dovuta all'inalzamento delle temperature in quanto, presumo, si usa di meno il riscaldamento.
Dunque? Beh, la figata e' che il problema del global warming in Europa sara' risolto dal global warming (e' si, le temperature si innalzano perche' inquiniamo, ma poi proprio perche' le temperature si innalzano tutti inquiniamo meno e le emissioni calano!)...dunque, viva il global warming. Tutto questo pero' ad una condizione: che non riprenda l' economia (ma questo non credo sara' un problema con le politiche economiche che piacciono tanto a Brussels).

Pensierino - non mio - del giorno

In attesa di leggere gli inserti di sabato (scusate per il ritardo, ma ho anche da scrivere una tesi, se Dio vuole)...
Da Il Foglio di oggi, "Il falso disegno liberatorio di chi vuol manipolare l' umano"
"Per ora siamo seduti su un’ecatombe di essere umani non ancora nati e sottoposti a ogni tipo di fantasia costruttiva ( gli embroni in eccesso, per chi non sa di cosa di sta parlando): congelati, sacrificati sull’altare della scienza, dei desideri di uomini e donne insoddisfatti, dell’enorme profitto che alcuni gruppi industriali ricavano dalla loro esistenza così inerme, e quindi, così manipolabile, della possibilità di offrire ad alcuni, chiamati scienziati, l’opportunità di giocare a incarnare il ruolo di Dio". Angela Pellicciari

Tuesday, February 15

Non e' la RAI

"Domenica in” dedica doverosamente l’ora di maggiore ascolto a Giuliana Sgrena, vigliaccamente rapita da banditi iracheni. Tra gli ospiti c’è anche Pier Scolari, compagno di Giuliana non solo nella vita ma anche per fede politica. E quando la Venier lo sguinzaglia: “Pier a te la parola nessuno t’interromperà” lui parte a razzo. Senza esitazione spiega: “Giuliana era in Iraq per raccogliere le testimonianze che al voto ha partecipato solo il 40% degli aventi diritto, cosa di cui era convinta e che i fatti stanno dimostrando”. Conduttrice e i giornalisti Rai, Di Mare e Maggioni, presenti tra gli ospiti non fiatano, anche se l’Iraq da ore aveva certificato la percentuale dei votanti: 58%. Il diritto di dire ciò che crede spettava a Scolari, altri avevano il dovere di avvertire che la tivvù stava trasmettendo una “stron..ta”.
Fonte: L'opinione

Commento? Lasciamo stare.

Monday, February 14

Tutto il mondo e' paese

Anche in Olanda ci sono i sindacati, chi protesta contro le riforme delle pensioni, chi si mette le sciarpe palestinesi e chi sventola bandiere rosse...insomma, comunisti, e sono tanti.
Ma per fortuna ci sono anche giovani, proprio come noi, che amano la democrazia, l' individuo e cio' che Bush sta cercando di fare, ovvero esportare la democrazia nella regione piu' infuocata del mondo! Ovviamente, bisogna stare zitti se no vieni minacciato proprio come e' successo a questo gruppo di giovani moderati di destra olandesi che hanno dovuto chiudere il loro sito per paura che qualcuno molestasse le loro famiglie. Da un loro comunicato su protest warriors:"www.internationalcapitalism.com was a website on which we posted our articles, columns and PW-actions. Unfortunately we were being followed closely, because some left-wing organizations in the Netherlands spread personal information about our members, families and whereabouts over the internet. The situation became threatening. We are the only people in the Netherlands who ever held PW-like actions in NL and attacked the left on their own territory. It pissed them off so bad, that they decided to take it on our personal lives, in order to make us stop. To protect our personal lives and relatives, we decided to take the site off the air and stop with our project... For now".
Traduzione:"Pubbliacavamo articoli, editoriali e comunicati sul sito (vedi sopra). Sfortunatamente, venivamo seguiti da vicino perche' delle associazioni di sinistra avevano cominciato a diffondere dati su di noi, sulle nostre famiglie e i nostri luoghi di incontro. La situazione era diventata minacciosa...per proteggerci abbiamo deciso di chiudere il sito e interrompere il nostro progetto.

Un bella foto di un cartellone sul sito http://www.protestwarrior.com/ dice:"Se non per sconfiggere la schiavitu' , il Nazismo, il Fascismo ed il Comunismo, la guerra non ha mai rsolto niente".

Fonte: No Pasaran

Sunday, February 13

Chi fa' piu' carita?Gli umanisti e solidali europei o gli avari money lovers americani?

Un recente studio afferma che gli Americani devolvono in carita' sette volte di piu' di quanto facciano molti paesi europei. In totale, i contributi privati supereranno quest' anno i 200 miliardi di dollari, circa il 10% del budget federale; in piu', il 70% delle famiglie americane risulta devolvere denaro in cash e piu' della meta' degli americani adulti partecipano al volontariato collezionando un totale di 20 miliardi di ore.
L' autore del bellissimo e lunghissimo articolo su Philatrophy Magazine da cui ho tratto questa informazione fa la seguente osservazione:"E' una coincidenza che la nazione piu libera, imprenditoriale e religiosa al mondo sia anche la piu' filantrope (filantropica, come si dice?)? Gli Americani donato piu' di qualunque altra persona sulla terra, sia che si guardi al totale delle donazioni, sia che si guardi alle quantita' pro-capite. E piu' ci arrcchiamo, piu' siamo generosi".
Non e' una coincidenza, credetemi...d'altronde la carita' e' un aspetto fondamentale della religione cristiana e ormai tutti sanno che la nazione occidentale piu' religiosa sono proprio gli U.S.A.

Kyoto: la risposta sbagliata ad un problema che non c' e'

"Se l’UE vuole conservare la propria credibilità è costretta a tener fede a Kyoto; da qui a smantellare la propria economia per “fare di più”, però, ce ne passa. Come dire: meglio un sacrificio oggi che un suicidio domani".

Che il protocollo di Kyoto non serva a niente ormai e' tanto risaputo quanto taciuto, pero' va ammesso che finalmente qualcuno anche in Italia ha cominciato a parlarne in termini negativi. Non solo il rispetto del protocollo ci costera' in termini economici e occupazionali (la stima 'parla di 50000 posti di lavoro distrutti e un calo del pil dello 0,5%), ma non avra' impatti positivi sull' ambiente. Basti pensare che Kyoto si prefigge l' intento di ridurre le emissioni di pochi punti percentuali mentre i catastrofisti ambientalisti, sostenitori del protocollo, vanno dicendo che, per migliorare la situazione, le emissioni globali dovrebbero scendere del 60-80%.
Comunque, vi consiglio di tenervi informati sull' argomento tramite il reportage sul global warming curato dall' Istituto Bruno Leoni, un think tank antistatalista. Consiglio vivamente gli articoli di Carlo Stagnaro. L' ultimo, di cui la conclusione ho virgolettato ad inizio post, e' preso da Il Riformista (la versione di sinistra de Il Foglio)

Se cliccate sul titolo del post accedete ad uno studio sempre di Stagnaro!Io l' ho letto, ne vale la pena.

Saturday, February 12

Embrioni in orbita

A tutti gli scentisti che pensano che scienza sia la sola a poter giudicare se stessa per quanto riguarda l' essere umano si ricorda:
"che ai tempi dei primi lanci nello spazio venne utilizzata una cagnetta, Laika, come cavia (destinata a non tornare). Alcuni (anche grandi) scienziati proposero di usare al posto dell’animale un condannato a morte, ma l’idea provocò orrore e fu respinta...". Giulio Meotti da Il foglio di oggi.
Ecco, ora vi chiedo di stostituire al condannato a morte l' embrione umano e di riflettere: e' esattamente la stessa cosa!

Intanto bisogna riportare la bella notizia della mancata approvazione del documento della commissione bioetica mirato a chiedere leggi che consentano il libero uso delle embrionali staminali in eccesso!

Friday, February 11

Il femminismo promosso al purgatorio

Se Hillary Clinton si dichiara a favore della fine di tutti gli aborti, allora e' proprio vero che la sperzanza e' l'ultima a morire! il bello e' che anche in Italia il movimento femminista (quello che ne' e' rimasto) si e' accorto che abortire significa uccidere! Un bel resoconto di Socci pubblicato su Il Gironale della conversione femminista, anche in Italia!

"...fra i tanti deleteri effetti della politicizzazione della vita vi è l’indifferentismo morale (…). Si è considerato il divieto dell’aborto esclusivamente dal punto di vista giuridico, come se la depenalizzazione lo avesse fatto diventare moralmente indifferente..." (Norberto Bobbio).

Il Giornale
Il nuovo vento

"Cambia il vento. Soprattutto quello che soffia dagli Stati Uniti. Le clamorose dichiarazioni di Hillary Clinton - che ha fulminato una platea di vecchi liberal affermando di essere a favore della "fine di tutti gli aborti" – segnano il ritorno della cultura della vita perfino nel Partito Democratico.
Ancor più significativo perché la presidenza di Bill Clinton è tristemente nota per avere voluto mantenere, ben due volte, nel ’96 e nel ’97, la brutale pratica del "partial birth abortion", l’aborto fino all’ottavo mese: consiste nell’estrazione del corpo del bambino vivo dal ventre materno, eccetto la testa, da cui, con un’incisione, si aspira il cervello in modo tale che il fanciullo nasca morto (nel novembre 2003 Bush ha finalmente vietato questa pratica con il consenso di due americani su tre).
Adesso Hillary, che viene da una militanza femminista e che vuole arrivare alla Casa Bianca nel 2008, virando verso i "valori tradizionali" intende sintonizzarsi sui sentimenti dell’America profonda. Il cambiamento del vento, rispetto agli anni Settanta, è evidente anche nella sconvolgente storia – raccontata da Silvia Kramar su queste colonne – di Jane Roe, colei che fu "usata" per introdurre l’aborto legale negli Stati Uniti nel 1973: oggi, convertita alla fede cristiana, ha svelato le menzogne che portarono a quella legalizzazione. Oggi, battendosi per la vita, afferma: "da quell’infelice giorno del 1973, 45 milioni di famiglie americane sono state toccate dall’aborto. Le conseguenze psicologiche, per le donne, sono sempre devastanti e poi di questa pratica in America ancora si muore".
Quella di Hillary Clinton non è necessariamente una "conversione" opportunista: è un segno dei tempi su cui riflettere. In questi anni proprio il mondo femminista – specialmente quello italiano – ha vissuto profondi ripensamenti. Ieri un bell’articolo di Simonetta Fiori su Repubblica anticipava un saggio di Anna Bravo (oggi storica della Resistenza e già militante femminista e di Lotta continua) dove si rompe il velo di reticenza sulla violenza di quegli anni Settanta: "quella di cui portiamo una responsabilità per averla agita, tollerata, misconosciuta, giustificata". E il riferimento è anche all’ "immaturità" con cui si affrontò il tema dell’aborto: "tendevamo a sorvolare sul fatto che le vittime erano due, la donna e anche il feto. E che non sempre la donna era una vittima".
La Bravo aggiunge: "ci sono molte cose di cui allora si parlava poco o quasi niente… nei nostri documenti non c’è mai traccia della sofferenza del feto prodotta dall’interruzione della gravidanza… non eravamo sfiorate da timori o inquietudini".
Attualmente gli studi di medici, come quelli di Carlo V. Bellieni, hanno spalancato un mondo stupefacente sui dolori, i desideri, i sogni e perfino la memoria del bambino nel seno della madre. Ma, scrive la Bravo, a quel tempo "la domanda non ce la siamo mai fatta. E riflettendo sul non detto di allora, forse possiamo parlarne oggi". Non è la prima voce "femminista" che rompe un tabù.
Tempo fa Anna Rossi Doria, una "storica delle donne", ha spiegato che la "politicizzazione" della campagna sull’aborto provocò un vuoto di riflessione, cosicché una tragedia, la soppressione di una vita, diventò "una sorta di diritto civile, un obiettivo di progresso contro la reazione che lo combatteva", spazzando via l’enorme dramma che in sostanza era, e provocando una assurda lacerazione fra "la gioia collettiva dei festosi cortei e il dolore individuale dell’esperienza dell’aborto: il personale e il politico sembravano nuovamente divisi".
Eppure le voci che, anche a Sinistra, tentarono allora una riflessione non furono poche, né marginali. Natalia Ginzburg nel 1975 scriveva: "Trovo ipocrita affermare che abortire non è uccidere. Abortire è uccidere". Pier Paolo Pasolini, in un memorabile articolo sul Corriere della sera, fu ancora più scomodo: "Sono contrario alla legalizzazione dell’aborto perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio… Che la vita umana sia sacra è ovvio: è un principio più forte ancora di ogni principio della democrazia". E, rispondendo a Italo Calvino, sottolineava il valore della vita contro una resa al permissivismo consumista e al laicismo. Leonardo Sciascia notò che nelle parole di Pasolini c’era "un fondo di inquietante verità" (l’articolo uscì sul Corriere il 26 gennaio 1975 con questo titolo: "Sciascia su Pasolini: non dileggiare i cattolici").
Perfino una personalità come Norberto Bobbio restò inascoltata quando scriveva: "fra i tanti deleteri effetti della politicizzazione della vita vi è l’indifferentismo morale (…). Si è considerato il divieto dell’aborto esclusivamente dal punto di vista giuridico, come se la depenalizzazione lo avesse fatto diventare moralmente indifferente".
E altri nomi autorevoli si potrebbero citare (dal comunista Antonello Trombadori ai liberali Cesare Zappulli, Nicola Abbagnano e Nicola Matteucci, al repubblicano Piero Bucalossi). Fu il Pci a "politicizzazare" cinicamente una grande questione di coscienza, così addormentando le coscienze (i radicali scossero l’albero e il Pci raccolse i frutti elettorali).
Oggi rispetto a quegli anni Settanta tutto è cambiato. Non solo negli Usa, ma anche da noi. Basti ricordare il recente sondaggio di Repubblica secondo cui la maggioranza degli italiani (44,4 per cento contro 29,7) giudica l’aborto "moralmente sbagliato". Sarebbe il tempo di realizzare concordemente (perfino con le femministe) quelle misure di difesa della vita e della maternità che già sono prefigurate nella stessa legge 194. L’obiettivo di Hillary Clinton ("fine di tutti gli aborti") potrebbe diventare un ideale condiviso, fuori dalle antiche contrapposizioni sulla legge e lontano dalle "politicizzazioni".
Del resto anche sul tema della fecondazione artificiale la riflessione femminista era arrivata a posizioni molto diverse da quelle pannelliane. Eugenia Roccella, ex militante radicale e intellettuale femminista, nel suo saggio Dopo il femminismo, illustra gli approdi del "pensiero della differenza" che arriva a vedere nelle pratiche di laboratorio per i figli in provetta una "contesa per il potere riproduttivo" in cui il potere maschile cerca di spostare su di sé l’ "originaria prerogativa femminile della maternità".
Come osserva la Roccella "siamo al polo opposto della smania programmatrice dell'ingegneria genetica, della volontà di intervenire sull'essere umano e sulla natura senza limiti di legge, dichiarata da molti medici e scienziati". D’altra parte anche autorevoli esponenti del pensiero di Sinistra europeo, come Jurgen Habermas (si veda Il futuro della natura umana), hanno lanciato l’allarme sulla deriva eugenetica nella manipolazione degli embrioni. E così Alex Langer nel 1987, quando i Verdi non erano ancora finiti nelle mani di Pecoraro Scanio e, insieme al Manifesto, si dicevano allarmati non solo per la manipolazione genetica del pomodoro, ma anche per quella degli esseri umani.
Oggi la legge 40 permette la fecondazione assistita, ma riconosce qualche garanzia all’embrione contro la barbarie. Con i referendum che vorrebbero spazzar via ogni garanzia si tenta di nuovo di "politicizzare" una grave e complessa questione di coscienza, con l’assurdo semplicismo referendario. I vecchi radicali hanno creato l’occasione per ritrovare un ruolo, i vecchi comunisti perché sognano un ritorno agli anni Settanta. Vorrebbero far abortire l’evoluzione positiva della società italiana e anche del movimento femminista. Ma non siamo più negli orribili e violenti anni Settanta, il mondo è cambiato. In meglio. Infatti i referendum contro la vita interessano, secondo i sondaggi, solo una minoranza".

The Right Nation is on the web

Ecco come e' cambiata l' informazione negli ultimi anni in America e come piano piano sta cambiando anche da noi! E' da tanto ormai che si parla di come la destra (attenzione! per Destra non si intende quella Italiana degli ex fascisti ed ex democristianio vviamente, ma quella di matrice conservatrice/liberale) stia conquistando Internet. Non mi sorprende che il mezzo piu' democratico al mondo (pure io ho il mio sito personale, pensate un po') e' anche il piu' usato da chi pensa che la democrazia vada difesa! Il sorvegliato speciale, un blog italiano della right nation, sta facendo la conta dei soldati della democrazia e della informazione corretta e ne ha gia' segnalati piu' di 170....ed aumentano ogni giorno!

Forza ragazzi!

Thursday, February 10

Il fattore Dio/2

Ecco lo studio di cui vi parlavo a riguardo del positivo impatto della religiosita' di un paese e la sua crescita economica condotto da Robert J. Barro e Rachel Mac Cleary dell' universita' di Harward

Yo no soy Zapatero

Povera Spagna!
La proposta del primo ministro Spagnolo Zappa-clero di impedire ai dissidenti cubani di partecipare alle celerazioni nazionali presso le ambasciate Europee a Havana e' stata rifiutata dagli ufficiali Europei in Brussels grazie all' intervento della Repubblica Ceca!

Zapatero voleva convincere l' Europa a riprendere i rapporti con Castro limitando le liberta' di chi lo combatte (che ricordiamo essere un dittatore comunista che imprigiona gli avversari politici http://www.cubaitalia.org/listaparziale.htm), ma grazie ad un paese che di comunismo ne' sa qualcosa non e' riuscito nel suo intento!

Fonte: Harry's place




OIl for Migoni

Dopo la provincia di Milano, perdiamo anche la regione Lombardia. http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/oilformigoni.html


Pinguini gay

E' talmente di moda essere omosessuali ultimamente che pure loro ci si mettono!
In uno zoo tedesco, i responsabili sono stati costretti a importare delle belle pinguine svedesi per convincere i loro Nazi pinguini gay a riprodursi! Non e' piu' la Germania di una volta...
http://www.freerepublic.com/focus/f-news/1338454/posts
PS: Se a qualche animalista del WWF venisse mai l' idea di promuovere una legge che consenta ai pinguini gay di sposarsi, loro sarebbero gia' vestiti per la cerimonia almeno! (ok ok, questa battuta non e' farina del mio sacco ma l' ho sentita su FOXnews)

Wednesday, February 9

RAI di merda (Scusate il linguaggio)

La beneamata RAI ha deciso di far saltare lo slalom gigante valevole per la coppa del mondo di Sci che si sta svolgendo a Bormio per colpa di uno sciopero dei suoi dipendenti. Migliaia di tifosi arrivati da molti paesi (Italia, Svizzera, Germania, Francia) hanno trovato la bella sorpresa solo una volta arrivati alla pista stamattina...Un'altra bella figura di merda per l'Italia (scusate ancora il linguaggio)!
A questo link trovate il comunicato stampa della organizzazione dei mondiali...triste molto triste http://www.bormio2005.com/?p=79518

Il fattore Dio

Secondo alcuni studiosi e filosofi, la nostra economia cresce di meno di quella degli Stati Uniti perche' siamo meno religiosi.

Da Il Foglio di oggi
"Il fattore DIO
Esiste una relazione tra il declino economico e il declino dello spirito religioso? Una specie di Fattore – D, il fattore Dio, il quale implica la possibilità di una relazione positiva, ossia l’impatto favorevole delle attitudini religiose di un popolo sulle sue attitudini economiche. L’argomento risale a Max Weber. Niall Ferguson, lo storico britannico che insegna in America e passa per neo-con, lo ha ripreso qualche tempo fa sulle pagine del New York Times per spiegare il ritardo economico dell’Europa rispetto agli Stati Uniti. Gli europei sono più pigri degli americani e, poiché lavorano meno ore, producono di meno e il loro prodotto pro-capite è inferiore. E il motivo è, secondo Ferguson, che gli europei hanno smesso di essere religiosi. L’argomento può apparire stravagante, ma gli indizi che nel mondo occidentale esista una "paura della religione" sono sostanziosi. Thomas Nagel, il grande filosofo analitico americano certamente poco propenso alle certezze religiose, ha messo in guardia da questa paura. Che non è la legittima avversione per certe religioni ufficiali, dettata dalle loro discutibili dottrine
morali, dalle loro strategie sociali e dalla loro influenza politica, né il rigetto per la superstizione, a cui sono collegate molte credenze religiose, e che comporta l’accettazione di falsità empiriche. No, la paura cui Nagel si riferisce in "The Last World"
(1997 – L’ultima parola contro il relativismo, Feltrinelli, 1999) è qualcosa di più profondo, è la paura della religione in sé. Una paura che è, in parte, responsabile del dilagare dello scientismo (la fiducia eccessiva nella "verità" della scienza) e del relativismo (il rifiuto dell’oggettività e di qualsiasi verità universale). Cose che hanno a
che fare con la "crisi di fiducia nella forza della religione" di cui parla Franco Cardini
sul Sole 24 Ore (16 gennaio 2005), polemizzando con alcuni "cattivi profeti", tra i
quali cita Sabino Acquaviva. Per la verità, Acquaviva nei suoi libri ha documentato con un approccio sociologico l’eclissi del sacro e la crisi della religione che ne deriva.
Acquaviva parla di "fatti", e questi fatti dicono che negli ultimi cinquant’anni la pratica religiosa è "tracollata…sono aumentati i non praticanti e gli agnostici. Molto meno gli atei perché l’ateismo non è più di moda" (Il Sole 24 Ore, 6 Febbraio).
La paura dell’inferno
Quando si parla di declino economico, è naturale che i fattori economici siano in primo piano, e i fattori istituzionali, politici, sociali e culturali rimangano latenti. La ricerca empirica degli economisti sulle determinanti della crescita economica non ha trascurato l’influenza dei fattori extra-economici, ma l’interesse per l’eventuale ruolo della religione è piuttosto recente. Uno dei più attivi in questo campo è Robert Barro della Harvard University. In un paper con Rachel McCleary ("Religion and Economic Growth", NBER WP n° 9682, May 2003), Barro arriva ad una conclusione sorprendente: la crescita economica risponde positivamente alla diffusione delle credenze religiose, in particolare quelle che hanno a che fare con l’inferno e il paradiso e in genere con la vita dopo la morte, ma negativamente alla frequenza delle chiese. E più i sentimenti religiosi sono fervidi più la crescita ne è influenzata favorevolmente, perché tali sentimenti stimolano alcuni aspetti del comportamento umano che migliorano la produttività. I risultati di Barro sembrano contraddittori: sarebbe infatti lecito aspettarsi che l’essere praticanti rafforzi la religiosità dei credenti e quindi l’effetto positivo sulla crescita economica.
I risultati raggiunti (con dati differenti) da Luigi Guiso, Paola Sapienza e Luigi Zingales
("People’s Opium? Religion and Economic Attitudes", NBER WP n° 9237, October
2002) non sono in contrasto con quelli di Barro. Anche loro trovano che la religione
è una buona cosa per lo sviluppo di attitudini che favoriscono la crescita economica,
ma con delle importanti precisazioni. I popoli religiosi infatti tendono a essere più intolleranti e ad avere vedute più conservatrici sul ruolo delle donne nella società. Ma questi effetti variano a seconda della religione e quella cristiana è più associata delle altre – soprattutto di quella islamica – alle attitudini "buone" per la crescita. In contrasto con Ferguson (e Weber), per questi autori i Cattolici sarebbero in complesso più pro-mercato dei Protestanti. Anche questa conclusione è relativa: ad esempio, i Protestanti e gli Induisti sono i soli gruppi religiosi cha accetterebbero una maggiore ineguaglianza per migliorare gli incentivi individuali. E per Michele Bagella, Leonardo Becchetti e Stefano Caiazza, esiste un legame positivo tra istituzioni finanziarie e crescita solo nei paesi in cui il background culturale e religioso assicura un consenso allo sviluppo delle "buone"
istituzioni ("Cultura, finanza e crescita", Bancaria, ottobre 2002). Isolare il ruolo della religione dal complesso dei fattori culturali che influenzano le attitudini economiche di un popolo sembra un compito difficile dal punto di vista statistico, arrischiato da quello concettuale, e pericolosamente vicino all’infruttuosità da quello euristico. Gli economisti sono tornati a riconoscere l’importanza delle istituzioni nella spiegazione del meccanismo
della crescita economica. Non c’è dubbio che la cultura modelli il cambiamento economico; ma, se è ovvio che la cultura conta, e con essa la religione, nell’influenzare
gli atteggiamenti economici e quindi I risultati economici di un paese, non è chiaro quale contributo concreto possa essere dato alla spiegazione della crescita economica e alle implicazioni di "policy" dallo studio di questi aspetti".
Ernesto Felli e Giovanni

Monday, February 7

Theo Van Gogh censurato postumo

Gli Amerikani censurano le tette al vento durante i Superbowl, noi in Europa non vogliamo essere da meno e censuriamo i Film per paura che i terroristi non la prendano bene!!! Vergogna Olanda, vergogna!!!

"Il film "Submission Part One", a causa del quale il regista Theo Van Gogh è stato assassinato da un isolato terrorista islamista, è stato cancellato dal cartellone al Rotterdam International Film Festival". http://wellington.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=385706

Gli hezbollah uccideranno Abu Mazen

Lucidissima considerazione sulla questione israelo-palestinese di uno dei piu' informati Blog sull' argomento http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/

"Sempre troppo spesso, quando si parla di Medio Oriente, si parla del problema israelo-palestinese. Come se le cose fossero legate. Come se, una volta risolto il problema palestinese il Medio Oriente potesse diventare un'oasi di democrazia e di felicità. Le cose non stanno così, anzi. Spesso si confonde la causa con l'effetto. Il conflitto israelo-palestinese è il brufolo che indica come il fegato sia malato. Ma non si può pensare che, curando il brufolo, il fegato guarisca. Non a caso, i primi a denunciare il problema palestinese sono gli stessi che fanno di tutto per aizzare il confronto militare tra Israele e ANP. E' il caso dell'Iran e della Siria, che per ogni problema loro contestato rimandano al "dramma palestinese". Certo, se magari Siria e Iran smettessero di boicottare gli sforzi di pace del leader palestinese Abu Mazen, magari la pace la si potrebbe raggiungere. Ma la verità è che, fino a quando non si farà pressione sugli stati-canaglia affinchè non finanzino più il terrore, sarà sempre dura risolvere la questione palestinese. E anche se la si risolvesse dal punto di vista territoriale, proverebbero comunque a farla riesplodere finanziando gli estremisti palestinesi per compiere nuove stragi. Per cui saremo sempre in una situazione di "pace apparente", almeno finchè Iran e Siria non verranno obbligate a cambiare politica."

"Giudico una cosa mostruosa l’idea che un figlio diventi come il prosciutto al supermercato: bello, sano, forte"

Una intervista che vale mille volte i sillogismi di Vattimo e Severino a un padre che non vorrebbe che suo figlio malato guarisse grazie alla morte di altri figli!Un grande uomo!
Da Il Foglio di sabato:
Dite che mio Figlio non e'vita, e la vostra perfezione e' spaventosa
"Dicono: non hai idea di cosa significa avere un figlio con la spina bifida.
Dico: è mio figlio. Dicono: non è vita. Dico: è la nostra vita. Luigi Vittorio Berliri ha trentacinque anni, una moglie, una bambina di otto e un bimbo di sei. Con gli occhi
neri, i piedi raddrizzati piano piano, le scarpe ortopediche e a letto un cagnolino
di pezza. Va a scuola un po’ sulle sue gambe un po’ sul passeggino, quando è stanco.
E’ molto orgoglioso di sua sorella, che è più grande e sa leggere meglio, che ha i capelli rossi e va in piscina. E’ un bambino con la spina bifida, di quelli che non dovrebbero nemmeno nascere, c’è la prevenzione con l’acido folico, quelli che in America, racconta il padre, al sesto mese di gravidanza li tiravano fuori dai piedi per aspirare il cervello con la testa ancora dentro, così muoiono prima di uscire dalla pancia della mamma, così si può chiamarlo aborto terapeutico. Tardivo ma terapeutico. Adesso quella legge è stata limitata da Bush a eccezionalissimi casi in cui la madre rischia la vita. Lui e la moglie, comunque, il loro bambino l’hanno adottato, quando aveva dieci mesi e i piedini ingessati. La madre non l’aveva riconosciuto, però partorito sì, in ospedale. "E’ andata bene, perché per un bambino così di solito c’è l’aborto, oppure il cassonetto: lui invece se ne stava su un balcone e ci guardava, adesso se glielo chiedo dice che si ricorda di avermi visto
parcheggiare la macchina". Sua sorella ogni tanto lo prende in giro: tu non c’eri nella pancia, io sì, tu non sei un figlio vero, ma poi si rotolano insieme per terra e ridono. Anche lui va in piscina, con un costume speciale. A sei anni si mette il catetere da solo, mattina e sera, e dice che non sopporta più "quello stupido pannolino". Ha raccontato come fa ai suoi compagni di scuola, ha fatto vedere le figure su un libretto, e le altre mamme adesso chiedono stupite: ma vostro figlio fa delle cose strane con il pisellino, dopo tutti ridono. Sulla cartella clinica c’era scritto: non potrà mai camminare. Poi hanno detto: potrà camminare solo con le stampelle a quattro gambe. Lui le ha buttate e cammina senza. Però quando sarà cresciuto, più pesante e con gli stessi piedi piccoli, "non so cosa succederà" dice il padre. Forse non camminerà. "Ma nessuno si permetta di dire che questa non è vita, che era meglio se non nasceva, che con la diagnosi preimpianto si sarebbe evitata una sofferenza, o anche corretta un’imperfezione: c’è un metro per misurare la dignità di una vita, o un limite, superato il quale non è più vita? Se fa la pipì nel pannolino non è vita? Se a un certo punto deve stare nel passeggino, è una larva?". Luigi Vittorio Berliri, consigliere comunale della Margherita, a Roma, una sera di settembre era stato a teatro con il figlio, a Villa Borghese, poi a casa tutti e due nel lettone perché erano soli, poi il bambino a dormire e il papà a leggere il
giornale. Trova sulla Repubblica l’intervista a quel medico olandese, il dottor Verhagen, che pratica l’eutanasia a bambini come il suo, con il pannolino e i piedi piccoli. Scrive una lettera per dire che suo figlio "va a scuola, ha degli amici che lo cercano per giocare assieme", che lui ha molta paura di "una società di sani", che l’eugenetica gli sembra "spaventosa". "Non mi permetto di giudicare il dolore di chi decide di abortire un bambino come il mio perché pensa di non farcela – dice al Foglio – ma giudico una cosa mostruosa l’idea che un figlio diventi come il prosciutto al supermercato: bello, sano, forte". "E’ una questione di diritti – spiega – prima il diritto all’aborto, cioè la depenalizzazione che diventa nei fatti un diritto, e va bene: anch’io ero per l’aborto di quel grumo di cellule finché non ho visto le mani di mia figlia a dodici settimane di vita, e comunque ognuno fa i conti con la propria coscienza; poi il diritto a un figlio, e allora anche se non puoi più, anche se sei sterile, anche se è tardi, bisogna garantire il diritto, soddisfare il desiderio invece di fare i conti con quel che si ha; poi il diritto a un figlio sano, il resto nel cestino, e se invece sano non è o sei matto o sei un eroe da intervista". Dice che di eroico non c’è un bel niente, c’è un figlio e basta. "Ci sono i problemi, l’ospedale, le seccature, ce ne saranno sempre, ma allora tra non molti anni ci sarà il problema di con chi mia figlia andrà a letto, a che ora tornerà a casa la notte e chi le darà un passaggio
in motorino". La libertà di ricerca, forse, potrebbe regalare un giorno la guarigione
a questo bambino con i piedi piccoli e gli occhi neri. "Sì ma senza ossessione: non voglio che mio figlio guarisca grazie alla vita di un altro, non credo che Luca Coscioni sarebbe contento di guarire con un’altra vita, e so che quando l’embrione si forma, quella è vita". Il fatto è che "l’unico bene che conta è il bene di quelli che stanno già bene", l’ha scritto un amico e trova che sia proprio così: la perfezione è per chi la sta a guardare e sente di possederla, "e allora non c’è posto per i prodotti imperfetti, li si butta via prima, poi magari li si butta via anche mentre sono lì che dormono con un cagnolino di pezza, perché tanto, dicono, guardate: quella non è vita".